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mercoledì 22 novembre 2017

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GUIDA TURISTICA

La Pieve di Santa Maria

La Pieve di Santa Maria


Antichi documenti attestano che la Pieve di Vesime esisteva già prima dell'anno 1000.
Nella nostra valle si contavano, tra le altre, le Pievi di Bistagno, di S. Desiderio di Monastero Bormida, di Vesime, di Cortemilia e di Olmo Gentile.
Non si hanno prove scritte, ma probabilmente la Pieve di Vesime, attorno alla quale fu costruito il primo nucleo del paese, dovrebbe risalire al VI-VII secolo; come le altre su citate.
In un documento datato 17 aprile 978, l'Imperatore Ottone II concede al Vestovo di Acqui il possesso della stessa con tre miglia di terreno intorno; a cinque Pievi, tra cui quella di Vesime, nominato per la prima volta nella forma dì Veximo.
Detta concessione, dovuta alla grave miseria del Vescovo conseguente alle guerre, e alle scorrerie saracene, venne confermata da Ottone III il 20 aprile 996.
La stessa Pieve viene citata in altri documenti simili a questo ed è facile immagìnare come, esistendo da molti secoli, sia stata devastata durante le molteplici guerre ed invasioni dell'alto Medioevo e si sia mostrata cadente alla fine del 1200, quando i Marchesi del Carretto, memori della sua fama miracolosa, la vollero ricostruire.
Tutto lascia comunque pensare - anche grazie a ritrovamenti archeologici - che sorgesse nello stesso luogo in cui la vediamo oggi.
Una descrizione della Chiesa della Pieve prima che fosse costruita la nuova facciata ed ampliata la navata sinistra, la troviamo nei verbali della vìsita pastorale del 26 settembre 1609 di Monsìgnor Camillo Beccio.
Val la pena ricordare che il Cristo Pantocrate che sì intravede ancor oggi nella volta della cappella maggiore, è testimonianza di una decorazione quattro-cinquecentesca.
Nel pavimento a sinistra dell'Altare esiste tuttora una sepoltura con le salme di tre preti: don G.B. Marone morto nel 1719, don P.A. Cauda morto nel 1733 e don G. Ferreri morto nel 1828.
In un verbale della vìsita pastorale del 6-7 agosto 1728 di Mons. Giambattista Roero per la prima volta troviamo citato il campanile, con una sola campana.
Il parroco don Giovanni Battista Serassìo (1858-1878) fece ampliare la navata di sinistra. L'ampliamento fu proseguito nel 1884 dall'Arciprete don G.B. Rossetti fino alla facciata aprendo la porta laterale sinistra sullo stile barocco preesistente e per simmetria costruì la porta laterale destra cieca e chiusa con un muro.
La facciata fu intonacata nel 1891: nel centro era dipinta una stella raggiante a cinque punte con l'occhio del Signore.
Nel 1939 i fratelli Angelo e Luigi Murialdi di Vesime permisero il restauro della facciata dell'antica Pieve.
Il restauro totale della Pieve e del Campanile avvennero negli anni 1980-85.





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